25 Aprile 1945 – 25 aprile 2020.

75 anni dopo.

Dalla Seconda Guerra Mondiale l’Italia ne è uscita distrutta e ha dovuto praticamente ricominciare da zero.

Esattamente 75 anni dopo l’Italia si ritrova ad affrontare una nuova “occupazione”, quella di un nemico invisibile che si cerca di contrastare restando chiusi in casa.

Ci stiamo ora incamminando verso la cosiddetta Fase 2. La situazione non è ancora risolta ma occorre ripartire, imparando a convivere con il nemico invisibile e con la paura.

I nostri nonni hanno saputo rialzarsi. L’Italia, dopo la Seconda Guerra Mondiale, è stata in grado di sollevarsi con una crescita economica sorprendentemente rapida, ilmiracolo italiano”.

Non sono paragonabili le due situazioni, perché stiamo vivendo una pandemia. Possiamo però prendere esempio, forza e coraggio dall’esperienza del passato. Non basta rattristarsi su quanto stiamo vivendo, è necessario rimboccarsi le maniche per dare concretezza a un nuovo miracolo italiano.

L’Italia delle 3 F: Fashion, Food, Furniture che ha saputo conquistare il mondo deve sapersi reinventare in uno schema più competitivo e nuovo per il Made in Italy.

Non basta la qualità bisogna trovare un nuovo paradigma per il Made in italy e tornare anche a pensare a creare moda per gli italiani; non solo per i paesi emergenti dove, da alcuni anni, la moda si è rifugiata.

I distretti produttivi del Made in Italy possiedono un know how incredibile. Dobbiamo capire che la globalizzazione non può portare la moda a rivolgersi principalmente a paesi lontani ma deve cercare anche di rappresentare il gusto italiano.

Questo è un errore secondo il mio parere e non possiamo lasciare che, in occidente, gli acquisti siano sempre più legati al fast fashion. È necessario quindi che la moda si reinventi e che gli italiani si avvicinino sempre di più al Made in Italy.

Buon 25 Aprile! Buona Liberazione!

Viva Made in Italy!