Se a Londra le celebri cabine telefoniche rosse, le red box, sono uno tra gli emblemi più simbolici della cultura inglese, a Milano uno tra gli elementi più storici dell’arredo urbano sono le vedovelle. Tutti le usiamo anche se spesso non ne conosciamo il vero nome.

Cosa sono le vedovelle di Milano? Sono le fontanelle da cui si può bere sempre perché dal loro rubinetto sgorga incessantemente un filo d’acqua, che fa pensare al pianto incessante di una vedova che non trova consolazione. Da questo il loro nome.

Bere dalle vedovelle è divertente, fa pensare a un gioco giovanile, perché si avvicina la mano o la bocca aperta e si lascia scivolare l’acqua fresca direttamente tra le labbra.
A Milano le fontanelle civiche sono presenti in tantissime piazze, sia del centro che della periferia. Così distribuite, se ne contano più di 400.


Le vedovelle sono in ghisa e dipinte in un color verde scuro. Sono alte circa un metro e mezzo e larghe cinquanta centimetri. Hanno una torretta sovrastante marchiata con lo stemma del Comune di Milano. In cima sono decorate da una forma a pigna, una specie di cappellino. Alla base hanno una bacinella semicircolare, che raccoglie l’acqua e un tempo serviva agli animali per abbeverarsi. La torretta e la base sono collegate da un pilastrino con una testa di drago in ottone da cui sgorga l’acqua.

Secondo la tradizione, la prima delle vedovelle è quella istallata verso la fine degli anni Venti del ‘900 in piazza della Scala a Milano, l’unica in ottone dorato. Progettata dall’architetto Luca Beltrami, è inquadrata in una bella greca in mosaico mentre la testa di drago trae ispirazione dai doccioni, gli scoli d’acqua del Duomo, che hanno la forma di mostri.
Il fluire continuo dell’acqua ne garantisce la freschezza e la buona qualità.
Immancabili per la calda estate milanese!

Ph: Gianmarco Grimaldi