La Scarsella era il tipico borsello che, soprattutto in area fiorentina, fungeva da portamonete. Era in uso fin dal Medioevo e si portava appesa al collo o stretta alla cintola. Il materiale prevalente era il cuoio o la stoffa con piccole parti di metallo.

Il termine, di etimologia  incerta, forse deriva dal provenzale escarsela e si trova anche nei testi classici, come nel Decameron (8, III) di Giovanni Boccaccio.

Il termine Scarsella viene ritrovato in alcuni dialetti, particolarmente in Veneto, con il significato di saccoccia, tasca o denari in generale.

Caratteristica la stoffa della fodera in colore verde da cui è derivata l’espressione “essere al verde”, cioè essere senza soldi.

La Scarsella è stata utilizzata finché fu introdotta la banconota.


Bianchi e Nardi 1946
, famoso brand specializzato in borse di lusso in materiale pregiato, ha ripreso a produrre la Scarsella in chiave moderna ispirandosi a quella antica e tradizionale. La borsa di Bianchi e Nardi 1946 ha piccole dimensioni, è morbida, con patta, di ampiezza regolabile. Si può indossare in vari modi: con cintura a marsupio o con tracolla regolabile, a spalla o a bandoliera. Ispirandosi alla tradizione fiorentina, scarsella di Bianchi e Nardi 1946 si caratterizza per la forma curvilinea che la rende facilmente riconoscibile. Con la doppia portabilità, a tracolla o in vita, si può portare da mattina a sera. È un accessorio che conferisce grande stile. La borsa, dalle linee essenziali, è realizzata nei pregiati pellami tipici del brand Bianchi e Nardi 1946.

Eleonora Pedron indossa la preziosa ed innovativa scarsella di Bianchi e Nardi 1946

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