Un nemico invisibile ha attaccato il mondo. A partire dal 12 marzo 2020 fino a data da destinarsi Milano e l’Italia si fermano a causa del temutissimo corona virus. Questo giorno entrerà per sempre nella storia della città e dell’Italia. Regna tra le persone un senso di incredulità, un evento che non si sarebbe mai immaginato potesse accadere nella società moderna. Sembra di essere tornati in epoche passate dove le malattie si combattevano con la quarantena perché la scienza non era in grado di trovare soluzioni. In qualche modo è caduto il dogma psicologico che la scienza sia sempre in grado di proteggerci da nuovi nemici infettivi invisibili.

A Milano si chiudono bar, ristoranti, negozi, centri estetici e tutte le attività “non essenziali”. Restano aperti solo supermercati, farmacie, tabaccai, meccanici e le poche edicole che ancora sono sopravvissute alla crisi dei giornali. Piazza Duomo e la Galleria di Milano sono completamente vuote. Le immagini di questi luoghi sbalordiscono. Con la chiusura temporanea di tutte le attività non essenziali a causa del corona virus, la Milano frenetica, la città che non si ferma mai, resta solo un lontano ricordo.

Durante il giorno e la notte sembra di stare in una casa di campagna, si sente solo silenzio ed il cinguettio degli uccelli. Al mattino Milano, che è normalmente brulicante di auto, ha un aspetto irreale. Le strade sono completamente deserte, si incontra qualche persona alle fermate degli autobus, peraltro con orario ridotto.

I media raccontano con parole ed immagini la “guerra” che si sta combattendo contro il corona virus. Quello che mi colpisce maggiormente è il contrasto tra la sofferenza all’interno degli ospedali e la “magia” di una natura primaverile che sboccia incantevole. Lo smog si abbassa notevolmente e il cielo appare limpido come non mai. Una quiete apparente regna nella città e nasconde il dramma del corona virus. Un perfetto “caos calmo”. Le architetture appaiono particolarmente solenni nella loro intatta solitudine. La natura “risorge” silenziosa nella città come mai si era vista. Gli ospedali sono, al contrario, in preda al panico per gestire l’emergenza corona virus.

Noi milanesi “chiusi nelle case” aspettiamo che il “dopo” arrivi presto.
#iorestoacasa

Ph: Gianmarco Grimaldi