Silvadeifiori è una nota floral e wedding designer che ha trasformato la sua passione innata per la natura, i fiori e l’arte, oltre che nella sua professione, nel modo di concepire il mondo. Lei ama definirsi “emotional designer”. Simpaticissima quando gira con la sua ape verde piena di fiori, ho voluto chiederle qualche domanda sulla sua vita e qualche consiglio per la Fase 2:

  • “Silviadeifiori” il tuo nome fa comprendere con immediatezza la tua passione. Quando e come è nata?

Fin da bambina amavo fare giochi legati alla creatività e fantasia, inventavo feste degne della corte di Versailles a cui davo vita con le mie bambole, allestendo la camera come un grande palazzo, arredavo la scrivania, appendevo qualsiasi cosa potesse rappresentare un lampadario di cristalli o una cascata di fiori. Girandomi intorno vedevo tutto prender vita, mi avvicinavo alla finestra e salutavo con il classico gesto della mano delle famiglie reali. Innamorata della bellezza e della natura, durante le bellissime estati con i miei cuginetti e i miei fratelli, nella villa dei miei nonni al lago, i fiori del giardino diventavano i miei complici preferiti. E poi un giorno sono diventata grande… Il mio favoloso mondo non mi ha lasciato, è diventato ancora più grande, ed  è sempre qui, dentro di me.

  • Sappiamo che sei floral e wedding designer; quale percorso hai affrontato per poter affrontare questa professione?

Ho studiato tanto. Considera che quando ho iniziato di scuole ce ne erano davvero poche ho preso di tutto un po’ ma, devo dirti, ho anche viaggiato all’estero, investendo cifre importanti per la mia formazione (ottimo investimento!). Ho studiato da autodidatta anche tante materie apparentemente scollegate ma basilari: storia dell’arte, la tecnica del colore, il decoupage, i fiori di carta… Ora sto studiando molto il mondo digital (una vera e propria passione!) e, come filo conduttore che mi accompagna da vent’anni, l’impegno e lo studio per la crescita personale.

  • Quali sono i requisiti fondamentali che deve avere una floral designer?

Essere empatico, per leggere le emozioni che dovrà esprimere attraverso i fiori, amare la fatica, amare la bellezza nel senso più ampio, studiare e aggiornarsi sempre, essere elastico e versatile, conoscere il più possibile la natura ossia la botanica e la storia dell’arte… Altrimenti semplicemente “vende” fiori. (Nessuno è meglio e non c’è nulla di male ma la differenza è sostanziale)

  • Quale procedimento segui nell’elaborare una composizione? Preferisci un accordo preciso con il committente o ami essere libera e seguire il tuo estro?

Da artista non amo avere troppi paletti, ma amo dare anche spazio a chi si affida a me. L’ideale per me è esattamente quello che è nato con Daniele Giovani. C’è stato un incontro al quale ero preparata in linea generale, durante l’incontro presso il suo negozio, mi ha esposto il “sentimento” che desiderava esprimere con l’allestimento, mi ha dato delle indicazioni emozionali e delle indicazioni sul suo gusto in generale. A quel punto, ho elaborato il tutto inviando una proposta di partenza, sulla quale abbiamo lavorato fino ad arrivare al progetto finale. Ho rispettato i desideri di Daniele ed ho potuto esprimere con la mia arte l’emozione che desiderava creare nell’allestimento. Questo è ciò che mi fa sentire realizzata.

  • Cosa cerchi di esprimere nelle tue creazioni?

Emozioni, sempre.

  • Ci sono dei fiori particolari che ami utilizzare nelle tue composizioni?

Sarò banale ma davvero tutti, qualsiasi elemento arrivi dalla natura.

  • Quali colori prediligi?

Diciamo che vado a periodo, ora sono nel periodo degli estremi, amo i colori desaturati, delicati ma amo anche molto i toni decisi, pieni, contrastanti e vitali. In particolare da circa un anno fatico a rinunciare ad un “touch of blu” in ogni composizione.

  • So che fai dei corsi; a chi sono rivolti e quali risultati possono raggiungere i frequentanti?

Sono un’insegnante esigente. Desidero che chi si avvicina alla mia scuola ne esca arricchito ed abbia un bagaglio di qualità per la vita. Non è detto che da me vengano solo floral designer, il mio pubblico è ampio, il mio approccio accogliente ma allo stesso tempo esigente. Seguo passo passo tutti i miei allievi perché indietro non deve restare nessuno, ad ogni lezione, lo dico sempre,” la mia benzina siete voi, chiedetemi cento volte le cose, devo sapere che sono stata in grado di trasmettervi il contenuto promesso”. L’energia che c’è nei corsi è palpabile, spesso finiamo in lacrime, per la commozione naturalmente!

  • Sei floral designer e wedding designer; ci spieghi i diversi requisiti che richiedono le due attività?

Il floral si occupa esclusivamente dell’aspetto fiori, l’event o wedding designer può fare i fiori ma anche grafica, arredi, corredi, coordinamento luci; diciamo l’immagine generale dell’evento. In entrambe le figure, comunque, ha una parte importante la competenza legata al planning e alla logistica. Il sapiente uso di mezzi e maestranze porta a creare emozioni…e qui nasce l’emotional designer!

  • Lavorando ad una composizione, quando ritieni che sia giunto il momento di deporre gli attrezzi da lavoro e ti senti soddisfatta del risultato ottenuto?

Mi fai sorridere con questa domanda, non lo finirei mai, e mai sono soddisfatta, ma in realtà ho imparato a contenere il mio estro da incontentabile artista e so quando devo fermarmi. Quando finiamo un lavoro, le ragazze compiaciute mi chiedono: “sei soddisfatta?” la mia risposta la conoscono già: “si…ma potevo fare meglio” a seguire, si fanno tutte una bella risata!

  • I fiori rappresentano per antonomasia la vita e la bellezza hai qualche consiglio per questa Fase 2?

In questa rinascita non può mancare un po’ di natura! Un consiglio è avere mazzi di fiori freschi in casa, portano gioia e allegria, in questo periodo un mazzetto di fiori di lavanda in camera, aiuta a rilassarsi e a fare sogni d’oro! In questo periodo dilettatevi con piccoli lavoretti di giardinaggio, un balcone basterà! In cucina o in sala da pranzo, o su un balcone le piantine aromatiche sono semplici, fanno estate, aiutano e favoriscono l’impollinazione (importantissima per la salvaguardia del nostro pianeta!), e danno grande soddisfazione. Poste in un centrotavola sono elegantissime in ciotole d’argento, allegre e dal sapore leggermente country in semplici sacchetti del pane legati da corda o nastri di garza bianca. L’estate è poi il periodo delle ortensie, vere e proprie nuvole di colore, ben idratate hanno una lunghissima durata. In un semplice vaso di vetro sono sempre elegantissime e raffinate.