Con l’autunno entrato nel vivo, il pensiero va ai look invernali e per dare una ventata di novità al nostro stile, puntare sugli accessori è sempre un’opzione ottimale. Le possibilità di scelta sono tante, ma è sempre bene investire su modelli di qualità: gli accessori in pelle nabuk e in pelle di camoscio sono una garanzia. Ma tra queste due tipologie di pellami, qual è la migliore? Vediamolo nel dettaglio. 

Pelle nabuk e pelle di camoscio: cosa sono, le caratteristiche e le differenze 

Entrambi usati per creare accessori pregiati, il nabuk e il camoscio sono due pellami molto amati. Pur essendo simili tra loro, sia visivamente, sia al tatto, questi due materiali presentano delle differenze, soprattutto per il modo in cui vengono realizzati. 

La pelle di nabuk, in inglese “nubuck”, è un pellame di origine bovina o ovina, conciato al cromo o al vegetale, ottenuto lavorando la parte dell’animale esterna, conosciuta come il fiore, dal valore maggiore.

Il camoscio è sempre un pellame di origine bovina o ovina, conciato al cromo, ma che a differenza del nabuk, viene lavorato dall’interno, ovvero nella parte della crosta detta anche lato carne. Per quanto riguarda il valore, la pelle scamosciata ha un prezzo inferiore del nabuk, in quanto la zona del pellame utilizzata per la sua realizzazione è meno pregiata. 

Quello che accomuna questi pellami è la fase di rifinitura: entrambi vengono sottoposti a un processo di spazzolamento e di carteggio della pelle mediante dei macchinari ad hoc. Questi svolgono un’azione di sfregatura e levigatura del pellame a seguito della fase di conciatura.  

Come riconoscere il nabuk: gli elementi da tenere in considerazione   

Ma come riconoscere la differenza tra questi due pellami? Essendo dall’aspetto molto simile a colpo d’occhio può non essere così facile distinguerli. 

In generale, la superficie della pelle Nabuk è contraddistinta da piccole imperfezioni, venature e pori dell’animale, elementi non presenti nel pellame di camoscio.

Il nabuk è più pregiato rispetto al camoscio e pertanto il suo prezzo è più elevato. Questo pellame viene usato per rispondere all’esigenza di impiegare in partenza un materiale grezzo dalla qualità maggiore. 

Come pulire il nabuk: i consigli utili per la sua manutenzione

Materiale piuttosto delicato, il nabuk richiede una particolare manutenzione. Questo pellame tende a macchiarsi: pulirlo regolarmente è d’obbligo e nel farlo bisogna dotarsi della dovuta strumentazione, in modo tale da evitare eventuali danni.

I nemici di questo materiale sono l’acqua, l’inchiostro, le sostanze oleose e grasse e la luce solare diretta, che tende a sbiadirlo.

Per trattare il nabuk sono necessari dei detergenti appositi delicati, delle spazzole dalle sete morbide e dei panni puliti in tessuto o in pelle. Per la pulizia ordinaria il pellame deve essere spazzolato con grande delicatezza, facendo dei movimenti circolari, ogni volta che viene usato. Nel caso della manutenzione straordinaria e per eliminare le macchie sono necessari altri prodotti ad hoc, da applicare con una spugna oppure con una gomma per nabuk. In commercio si trovano anche dei panni speciali imbevuti con sostanze lavanti. 

Per asciugare il pellame pulito ci si può avvalere dell’aiuto del phon. Nel caso si stiano trattando delle scarpe in nabuk si può inserire al loro interno della carta di giornale per far assorbire l’umidità. In generale non bisogna asciugare il pellame al sole oppure tramite una fonte di calore diretta come una stufa.

Se si vuole impermeabilizzare il nabuk, è consigliabile intraprendere questo processo prima che il pellame sia colpito da eventuali macchie. Esistono dei prodotti impermeabilizzanti specifici che rendono il tessuto più resistente, anche se al tatto è meno vellutato. Di solito il prodotto si applica sul nabuk pulito e asciutto, ma è sempre bene leggere tutte le istruzioni presenti sull’impermeabilizzante che si sta usando.

Se cerchi accessori in pelle di nabuk o in camoscio affidati a Daniele Giovani, imprenditore del lusso e del Made in Italy.