Conoscete certo, dai post sulla mia pagina Instagram, la passione che ho per l’architettura, connubio perfetto con il mondo degli accessori. Forse perché ho studiato fashion design al Politecnico di Milano sono abituato a considerare gli accessori come delle architetture. Infatti, come di un grattacielo si studia la stabilità e la solidità, allo stesso modo nel progetto di una scarpa va considerata la capacità di supportare e  sostenere. Una scarpa costituisce una piccola architettura a tutti gli effetti.

Quando ho saputo che a Milano, lo scorso 21 ottobre, è stato assegnato  il prestigioso e ambito premio internazionale Excellence in Concrete Construction Award 2019, sono stato veramente felice.

E così la Milano verticale si aggiudica un nuovo premio dopo che il Bosco Verticale di Stefano Boeri recentemente è stato inserito tra i 50 grattacieli più iconici al mondo.

Il premio è stato assegnato, mediante concorso,  a Cincinnati, Ohio, da ACI, l’American Concrete Institute. Questa competizione ha lo scopo di premiare opere architettoniche ed ingegneristiche certamente all’avanguardia ma soprattutto fondate su nuove scelte tecnologiche.

A chi è stata assegnata la vittoria? Alla “Torre Hadid” chiamata anche” Torre Generali” o “Lo Storto”. Ha vinto nella categoria dei grattacieli: High-Rise Buildings.

La Torre Hadid , uno dei tre grattacieli della celebre zona di Citylife che riqualifica l’area della vecchia Fiera di Milano,  è stata progettata da Zaha Hadid e si fonda su un importantissimo studio di ingegneria.

Una vera sfida ingegneristica sta infatti alla base del progetto. Elementi in calcestruzzo, uniti con altri in acciaio-calcestruzzo, originano la straordinaria torsione che si sviluppa sull’asse verticale.

Mi ha sempre affascinato questa architettura di carattere decostruttivista per la particolare fluidità del movimento della struttura.

Come un tacco gioiello, slanciato e scultoreo, la Torre Hadid svetta nel nuovo Skyline di Milano tra le indiscusse “regine”.

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